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MAXI-CALOR srl    

 

 

Dove siamo
Storia

Profilo della società

 

 

 

La nostra società opera sul mercato dei prodotti petroliferi da oltre 30 anni e la nostra esperienza ci consente la massima precisione, puntualità e qualità nei servizi. Con il nostro parco macchine composto da 14 autocarri tecnologicamente all'avanguardia nel settore, siamo in grado di soddisfare qualsiasi richiesta, nella giornata o al massimo entro le 24 ore successive.

 

 

 

 

Oltre ai tradizionali combustibili per il riscaldamento, quali il gasolio e l'olio combustibile, siamo in grado di offrire in alternativa il combustibile di origine vegetale denominato DIESEL-BI, del quale siamo concessionari esclusivi.

Il nostro fornitore è Novaol (società del Gruppo Cereol - Montedison dedicata allo sviluppo dei biocarburanti).

Fra la nostra clientela annoveriamo enti pubblici e privati di primaria importanza.

Che cosa è il Diesel-BI

 

è il nome e simbolo commerciale del Biodiesel prodotto da Novaol, che è uno dei maggiori operatori europei.

 

 

Il Biodiesel è un'energia rinnovabile a basso impatto ambientale alternativa al gasolio minerale di cui riproduce le caratteristiche chimico fisiche e prestazionali.

Si produce dalla reazione di oli vegetali con alcool metilico ottenendo, oltre al Diesel-Bi, glicerina che viene rivenduta al settore cosmetico/farmaceutico come prodotto secondario. Questa trasformazione è necessaria in quanto gli oli vegetali tal quali, non presentano le caratteristiche adatte a sostituire il gasolio, ed anzi la loro combustione è notevolmente problematica.

 

Vantaggi principali del Diesel-BI

essendo un combustibile completamente vegetale, è una fonte di energia naturale, rinnovabile e a basso impatto ambientale alternativo al gasolio convenzionale. Ha praticamente le stesse caratteristiche chimico fisiche del gasolio di cui è un sostituto ottimale e somma, ai vantaggi prestazionali, quelli ambientali: riduce le emissioni inquinanti, non incide sul quantitativo globale di anidride carbonica prodotta, maggior responsabile dell'effetto serra; non contiene zolfo, quindi non contribuisce a causare le piogge acide, all’origine della deforestazione e dell'attacco ai monumenti delle nostre città. All'interno di una stessa famiglia di inquinanti, la composizione qualitativa di quelli emessi dal biodiesel è diversa rispetto a quella del gasolio minerale e le caratteristiche di nocività sono altrettanto differenti. L'impatto sulla salute della categoria di inquinanti derivanti dal biodiesel è minore rispetto al gasolio convenzionale. Il Dipartimento Minerario Statunitense ha condotto alcuni test sul particolato emesso dai motori diesel alimentati a biodiesel e i risultati documentano che la mutagenicità diminuisce del 50% rispetto al gasolio, collegando questo comportamento alla mancanza di composti aromatici e di idrocarburi policiclici aromatici (IPA). Altri test confermano che anche le miscela gasolio biodiesel diminuisce il livello degli IPA ritenuti più pericolosi, come ad esempio il Naftalene, fluorene e benzopirene. Nel biodiesel non sono presenti metalli nocivi come piombo, cadmio, vanadio ed altri. Il biodiesel è più sicuro da maneggiare e da stoccare, sia per un suo più alto punto di infiammabilità, sia per la sua elevata biodegradabilità, pari al 95 % in 28 giorni, mentre il gasolio si degrada, dopo lo stesso numero di giorni, solo al 40%. Dal punto di vista tossicologico, l'LD50 (dose alla quale il 50% delle cavie muore) è risultato essere maggiore di 2000 mg/kg, che è il valore soglia di effetto non osservabile per una tossicità sistematica (NOEL). Dal punto di vista tecnico, il decadimento delle caratteristiche lubrificanti del gasolio, imputabili alla desolforazione spinta attuata in raffineria, viene compensato dall'aggiunta di biodiesel, che può quindi essere considerato a tutti gli effetti un miglioratore di lubricty, al pari di specifici additivi chimici. Analisi sul ciclo energetico e dell'anidride carbonica promosse dall'ADEME di Parigi evidenziano come per entrambi i fattori ci sia un risparmio, rispetto alla filiera del gasolio, indicando che il biodiesel rientra pienamente negli strumenti per la riduzione dell'anidride carbonica e quindi del contenimento del più diffuso dei gas serra responsabile dell'aumento della temperatura del pianeta.



Dove si può usare il Diesel-Bi.


Il Diesel-Bi viene utilizzato principalmente come combustibile negli impianti di riscaldamento o come carburante nei motori diesel.


Permette quindi di trasformare un comune motore diesel in uno
ad energia alternativa senza alcuna modifica. La possibilità di essere miscelato in qualunque rapporto con gasolio ne permette l'utilizzo su qualsiasi mezzo, indipendentemente dal numero di chilometri gia percorsi.

 

 

 


Le specifiche standard, studiate appositamente da enti internazionali, stabiliscono i requisiti di qualità richiesti che, uniti all'esperienza dei tecnici NOVAOL sia in campo produttivo che applicativo, ne garantiscono la più ampia affidabilità.


I vantaggi per l'ambiente.


Il Diesel-Bi è un’energia rinnovabile, sicura da stoccare e maneggiare, capace di ridurre l'impatto ambientale locale abbattendo i principali inquinanti derivanti dalla combustione e, globalmente, riducendo le emissioni di anidride carbonica principale responsabile dell'effetto serra e del riscaldamento del pianeta. Diesel-Bi è più biodegradabile del gasolio, non è tossico ed è il primo ed unico carburante alternativo riconosciuto dall'Agenzia per la protezione dell'Ambiente americana.


L'assenza di composti e di idrocarburi policidici aromatici (IPA) riducono la mutagenicità del 50% rispetto al gasolio. Non contiene zolfo e quindi non produce i precursori che originano le piogge acide.


Come si usa.


Il Diesel-Bi non necessita di modifiche al motore od ai bruciatori. Non servono particolari precauzioni d'uso per quanto riguarda: la manutenzione, le consuetudini di approvvigionamento. L'impiego è quindi estremamente semplice e flessibile sia nel riscaldamento che nell'autotrazione. La collaborazione di Novaol con importanti case costruttrici, ha permesso di acquisire l'esperienza necessaria a garantire il giusto approccio, per una transizione sicura ad una forma di energia pulita e rinnovabile.


Il biodiesel nelle politiche ambientali.


Le fonti rinnovabili, come il Diesel-Bi, sono al centro delle politiche ambientali nazionali ed europee. Sono inserite nel protocollo di Kyoto e nella conseguente delibera CIPE del 1998 che stabilisce le politiche italiane per la riduzione dei gas serra, sino ad arrivare all'accordo volontario per l'utilizzo del Biodiesel nel settore dei trasporti firmato da decine di soggetti coinvolti, a partire da vari Ministeri sino alle associazioni ambientaliste.

 

 

Applicazioni in riscaldamento


è utilizzato nel riscaldamento degli edifici ormai da molti anni. La sua affidabilità e facilità di impiego sono uno dei motivi che ne hanno agevolato la diffusione, l'altro è che in questo campo si usa in forma pura e quindi i vantaggi ambientali sono ancor più evidenti.


Gli effetti ambientali.


La molecola di Biodiesel contiene una elevata percentuale di ossigeno (circa 1'11%), che consente di ottenere una combustione completa e quindi più pulita. Più efficace è la combustione e maggiore il taglio delle emissioni inquinanti rispetto al gasolio.
Le polveri diminuiscono sino a sei volte. mentre gli idrocarburi policiclici aromatici sono inferiori del 30%, e l'ossido di carbonio del 66%.
La migliore combustione, che permette di emettere meno particolato, non consente una significativa riduzione degli ossidi di azoto che rimangono pressoché invariati. Infine il biodiesel non contiene zolfo evitando così le emissioni di ossidi (-98%) precursori delle piogge acide.


Gli aspetti tecnici.


L'adozione di Biodiesel per produrre energia termica non crea alcun tipo di inconveniente. Non richiede la sostituzione dei bruciatori ma solo alcune guarnizioni di tenuta non compatibili, operazione che ogni buon tecnico bruciatorista è in grado di compiere senza difficoltà.


La diffusione del Biodiesel ha anche indotto alcune tra le più importanti case produttrici di bruciatori a mettere sul mercato dei sistemi già predisposti al suo utilizzo, così da rendere minime le operazioni da svolgere, sono anche disponibili dei Kit di trasformazione appositi.
Biodiesel deve essere stoccato in cisterne che non contengano fondami di gasolio, la segregazione del prodotto è necessaria anche in seguito per evitare reciproche contaminazioni ed interferenze che potrebbero falsarne il comportamento. Le cisterne devono essere mantenute ben chiuse, così da evitare ogni possibile infiltrazione d'acqua.
Si può passare all'utilizzo del Biodiesel anche con l'impianto in esercizio, in quanto con un minimo coordinamento si può svuotare il gasolio residuo, prossimo all'esaurimento, pulire se necessario la cisterna e quindi alimentare a Biodiesel.
Nel caso la cisterna non sia da pulire, si può far scendere il livello del gasolio al minimo e aggiungere direttamente il Biodiesel. Un quantitativo eccessivo di gasolio residuo potrebbe rendere indispensabile una regolazione dell'aria comburente al successivo rifornimento di Biodiesel, in quanto la concentrazione del gasolio sarà praticamente azzerata e quindi l'aria comburente necessaria diversa rispetto alla carica precedente.
Grazie alla presenza di ossigeno nella molecola di biodiesel è necessaria una quantità inferiore di aria comburente rispetto a quella utilizzata nella combustione di un uguale quantitativo di gasolio. La corretta regolazione della temperatura dei fumi e della quantità di aria necessaria alla combustione, con una giusta lunghezza della fiamma consentono di migliorare le rese e non avere variazioni di consumo passando da gasolio a Biodiesel.

 


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